"Ultimo tra gli dei
Venisti ai mortaliE così grande
Che antichi
Segreti racconti
Dicono ricevesti
Le chiavi del Regno
A te che sei tutto
E di tutto
l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi
In te e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli
danzanti al ritmo
dei tuoi devoti
e dei suoni che da sempre
abitano il vasto universo
Certo, compagno tu sei
dei mortali antico
quando ignari,
ancora, del fuoco
divisero la preda esultando e,
strappate le membra,
ne divorano carni ancora viventi
ed in cerchio danzando
levarono alte le voci isolate
che prime si unirono
in un unico canto
Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucenteche levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese
Perché implacabile
la tua vendetta
cade sulla mente
oscurata dalla folle ambizione
di non celebrare
le tue danze notturne
e la perdita del senno
che solo varco ai mortali
è dato per accedere agli dei
nascosti ben oltre
gli angusti pensieri
della luce del giorno
Tu che radici hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza
Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita con riso dolente
ad inoltrarci in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica
"Inno a Dioniso di "Omericchio"
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