venerdì 26 aprile 2024

Strumenti Rituali Wiccan

 


Nelle pratiche wiccan vengono utilizzati numerosi e svariati oggetti, ciascuno con una precisa funzione pratica o simbolica.
Sull’altare del Mago ne abbiamo visti quattro strettamente correlati agli Elementi e ai semi degli arcani minori: la bacchetta,
la spada, la coppa e il pentacolo. I primi due hanno valenze maschili e rappresentano rispettivamente l’Aria e il Fuoco. La bacchetta che a volte assume la forma di un bastone vero e proprio
serve per dirigere le energie, è la forza coagulante. La spada che
invece serve per delimitare il cerchio ha una funzione difensiva,
è il solve. L’athame, il pugnale col manico nero, uno dei principali strumenti della Wicca, oltre ad essere il corrispettivo della
spada spesso assolve anche alle funzioni della bacchetta. E qui
esiste un problema di corrispondenze in cui molti inciampano:
nella tradizione esoterica della Golden Dawn, ripresa dalla Wicca, all’aria è associata la daga (o la spada o il coltello), mentre
al fuoco è associata la bacchetta (o il bastone). L’aria è associata all’est, mentre il fuoco è associato al sud. In questa stessa
tradizione esoterica, quando si traccia la croce cabalistica, gli
arcangeli che presiedono alle direzioni sono ad est Raphael, a
sud Michael, a ovest Gabriel, e a nord Uriel: a livello iconografico
Raffaele è rappresentato con il bastone del pellegrino, mentre
Michele tiene in mano la spada fiammeggiante: spada e bastone
in questo caso si trovano invertiti, la spada è fuoco, mentre il
bastone è aria. Coppa e Pentacolo simboleggiano invece la parte
femminile, Acqua e Terra. La Coppa è un calice consacrato mentre il Pentacolo può assumere forme diverse.
Se ci rivolgiamo alla tradizione wiccan in realtà gli strumenti tradizionali della strega sono sette: l’athame, il pentacolo, la bacchetta, l’incensiere, la corda, il coltello dal manico bianco e la frusta.
La spada è il corrispettivo dell’athame, mentre per un motivo
ben preciso la coppa (e il suo corrispettivo il calderone) e la scopa non sono presenti. Se ci pensate né coppa, né scopa vengono
citate nella Cantica delle Streghe (la Witches’ Rune)32.
Gli strumenti sono molto personali e dovrebbero avere per chi
li usa un valore che va oltre al semplice elemento estetico o
economico. Per questo motivo, come abbiamo già detto, vengono spesso fabbricati artigianalmente o modificati, impregnandoli
così della propria energia. Altrimenti possono essere reperiti un
po’ ovunque come nei mercatini dell’usato o in alcuni negozi. In
questo caso è però cosa saggia scegliere senza fretta, aspettando un oggetto che ci attiri particolarmente o che ci comunichi
qualcosa, quasi come fosse lui a scegliere noi. Naturalmente per
preservarne e aumentarne la sacralità gli strumenti rituali vengono utilizzati unicamente all’interno del Cerchio di Potere.
Da quali strumenti iniziare quindi? Siamo pratici: in primo luogo
da quelli che vi serviranno effettivamente per la consacrazione
del Cerchio: in primis l’athame (che comunque almeno all’inizio
assolverà sia alla funzione di bacchetta che di spada), poi l’incensiere e il pentacolo:
Athame
È l’oggetto più irrinunciabile per chi pratica la Wicca, è un pugnale a doppia lama, solitamente non affilato e dalla punta non
necessariamente acuminata, con il manico nero.
Di aspetto palesemente fallico, è strettamente correlato ai simbolismi maschili e della fertilità, ma rimanendo pur sempre un’arma, sebbene solo nella forma, simboleggia anche la potenza e la
forza fisica. E’ tradizionalmente associato all’Est e all’elemento
Aria visto che non si tratta infatti di un oggetto atto ad offendere, tanto meno da impiegare per lavori manuali quali incidere o
tagliare (per questi scopi si usa il bolline o il coltello dal manico
bianco), tuttavia la sua natura di arma lo lega anche all’elemento fuoco: il dibattito all’interno della tradizione esoterica e
della Wicca è ancora aperto. Assolvendo alle funzioni di spada e
bacchetta, solve e coagula, la sua natura può comunque essere
legata sia all’aria che al fuoco.
L’Athame serve per incanalare e convogliare le energie. Di fatto
si comporta come un prolungamento del braccio del mago. Raccoglie l’energia e la concentra, liberandola dalla punta. Non a
caso il manico è spesso di colore nero, che permette un maggiore assorbimento energetico. Come gradevole effetto collaterale avremo quindi uno strumento sempre “carico”.
Nei rituali viene comunemente usato per tracciare i pentacoli
nell’aria, per delineare il Cerchio di Potere o per la consacrazione
dell’acqua e del sale. Durante le libagioni viene immerso in una
coppa di vino figurando l’unione sacra tra la Dea e il Dio.
In alcune tradizioni durante gli handfasting, i matrimoni wiccan,
l’unione delle mani avviene mentre entrambi i coniugi stringono
lo stesso pugnale.
Lo si personalizza facilmente ricoprendone o sostituendone l’impugnatura oppure è possibile inciderne la lama disegnando dei
simboli o delle lettere.
Nella scelta è bene orientarsi su di un coltello dalla forma lineare, preferibilmente non affilato. E’ inoltre utile considerare
che spesso lo si dovrà trasportare o addirittura nascondere. Per
questo motivo, ma anche per una semplice questione di maneggevolezza, non dovrebbe quindi avere dimensioni eccessive. Naturalmente i migliori Athame sono quelli fatti da sé, esponendo
un pezzo di ferro alla viva fiamma e battendolo con una mazza
fino ad appiattirlo. A questo punto potremo raffreddarlo immergendolo in acqua, conficcandolo nella terra e agitandolo in aria.
Avremo così ottenuto un meraviglioso strumento magico a cui
saremo intimamente legati, creato utilizzando tutti e quattro gli
elementi.
Pentacolo
Un Pentacolo è un pentagramma (una stella a cinque punte)
inscritto in un cerchio. E’ legato alle energie femminili, all’elemento Terra e al Nord. Si tratta di un simbolo magico che rappresenta l’insieme di tutti e quattro gli elementi più il quinto, lo
Spirito, inserito all’interno di un cerchio che simboleggia il ciclo
della vita. Solitamente è realizzato in legno, creta o metallo.
Durante i rituali vi si appoggiano sopra gli oggetti da consacrare,
da caricare o da incantare, lasciandoveli spesso per tutta la durata della celebrazione, mentre adagiato sull’altare è un potente
strumento di protezione.
Incensiere
L’Incensiere è un oggetto su cui vengono bruciate sostanze odorose, producendo una considerevole quantità di fumo. E’ legato
all’Est, alle energie maschili e dell’Aria. Tuttavia nel suo cuore
arde anche la fiamma che brucia le resine. Può trattarsi di un sofisticato turibolo come di un semplice piattino contenente terra o
sale, secondo i gusti e le scelte personali. Solitamente si evitano
gli incensi già preparati come quelli venduti in forma di cono o in stick, mentre si preferiscono i dischetti di carboncino su cui far
bruciare per lungo tempo una qualsiasi miscela di erbe o resine e
che permettono di utilizzare anche misture elaborate, preparate
appositamente per i singoli rituali.
Particolari fragranze hanno utilizzi magici o simbolici come abbiamo visto e possono produrre effetti sulle persone. Si cerca
così di utilizzare gli ingredienti adatti per ottenere più facilmente
il proprio scopo. Inoltre le fumigazioni, unite alle fioche luci delle
candele aiutano ad entrare in stati mentali maggiormente ricettivi, facilitando la connessione con il divino e l’attività magica in
generale.
Il fumo prodotto dall’incensiere ha inoltre un ruolo molto importante all’inizio di ogni rituale, quando viene utilizzato per la
purificazione dei partecipanti e dello spazio sacro.
E’ importante tenere a mente che un incenso rimasto acceso a
lungo avrà certamente scaldato l’incensiere raggiungendo temperature molto elevate. Bisogna perciò fare attenzione a dove lo
si appoggia assicurandosi che sia adeguatamente isolato.
Naturalmente, anche se “sembra” non far parte dei sette strumenti della tradizione, e il suo significato può essere appreso
pienamente solo in un contesto iniziatico, vi sarà utile anche una
coppa che potrete utilizzare per libare in onore delle divinità:
Coppa
E’ lo strumento femminile per eccellenza, intimamente legato
alle energie dell’Acqua e della fertilità. E’ associata all’Ovest e
simbolicamente rappresenta il ventre della Dea. Si tratta infatti
di un bicchiere o comunque di un recipiente atto a contenere un
liquido, proprio come il grembo femminile fa con il seme maschile.
Viene usata nella maggior parte dei rituali durante la libagione
quando, riempita di vino viene fatta passare tra i partecipanti
al cerchio. A prima vista si potrebbe perciò pensare che si tratti
di uno strumento indispensabile principalmente per una ragione pratica. Invece è proprio durante la libagione che la coppa
manifesta la sua alta valenza simbolica sessuale. Il sacerdote
in ginocchio porge la Coppa alla sacerdotessa che vi immerge il
pugnale rituale, di evidente richiamo fallico. Si celebra così un
momento di unione tra Maschile e Femminile.
Scegliendo la propria Coppa è preferibile orientarsi verso materiali robusti, maneggevoli e facilmente lavabili. Lo strumento
del sottoscritto, per esempio, è blu: colore legato sia all’Acqua
che all’Ovest. All’esterno sono raffigurati un uomo e una donna nell’atto dell’accoppiamento. Nell’aspetto è perfetta per il suo
scopo, esprimendo bene tutti i simbolismi del caso. Purtroppo
è di vetro e, per quanto bella, risulta essere decisamente poco
maneggevole e troppo delicata. I materiali migliori sono i metalli, in particolare l’argento per la stretta correlazione con le divinità femminili, ma sono indicati anche il legno o la pietra.
Anche altri strumenti come la frusta e la corda assumono un
significato esclusivamente in un contesto iniziatico, ma questo
non significa che non possiate usare una corda per legare la
vostra veste. Il coltello dal manico bianco (o il suo corrispettivo
il bolline) può essere invece una finezza di cui non sentite la necessità, a meno che voi stessi non vi recate a raccogliere le erbe
o non incidiate i vostri strumenti. Mentre la bacchetta (o il suo
corrispettivo il bastone) può essere uno strumento da prendere
in considerazione soprattutto quando durante il percorso vi dedicherete con dedizione all’Arte magica:
Bacchetta
Di norma dovrebbe essere di legno di noce, possibilmente di una
pianta giovane che non abbia mai dato frutti, tuttavia la quercia,
albero sacro alla tradizione druidica va benissimo e in fin dei
conti qualsiasi pianta che abbia un buon legno o che voi sentiate
particolarmente affine.33
Esiste una differenza tra bacchetta magica (lunga all’incirca
come il vostro avambraccio) e il bastone, io utilizzo sia la bacchetta che un bastone biforcato in punta a formare due “corna”
simboliche, dovrebbe essere lungo 130 cm, dalla punta alla biforcazione, arrivandovi più o meno all’altezza della mano con il
gomito piegato.
Non è difficile fabbricare una bacchetta da se: il ramo va tagliato
di netto, meglio se al sorgere del sole, in primavera e di Luna
crescente. Fate un offerta alla pianta di cibo e vino e bagnate la
sua ferita con la saliva.
Naturalmente nei rituali si utilizzano anche il calderone, la scopa
e la spada che completano lo strumentario della strega, ma il cui
utilizzo è di solito legato a rituali di gruppo. Vale infine la pena
di citare altri due oggetti: il Libro delle Ombre e il libro specchio.
Libro delle Ombre e Libro Specchio
Il Libro delle Ombre è per inciso il testo che si tramanda nelle
congreghe di iniziati e che ciascuna strega ricopia a mano, con- tiene le formule e i rituali segreti. Ovviamente una buona parte
del Libro delle Ombre di diverse tradizioni wiccan è stato pubblicato, questo tuttavia non inficia il fatto che un Libro delle Ombre
deve essere “passato”.
Il libro specchio è un’“invenzione” moderna che sostituisce il Libro delle Ombre nella pratica dei neofiti, si tratta di un diario
dove il praticante può scrivere tutto quello che sperimenta nella
sua pratica magica e spirituale. Consacrare uno strumento magico
Ecco un semplice metodo per consacrare uno strumento: è opportuno che scegliere uno dei momenti rituali, cioè un sabba,
oppure la luna piena o la luna nuova.
Dopo aver tracciato il Cerchio sacro, procederete come segue.
Sollevate davanti all’altare con entrambe le mani ciascuno strumento, dicendo:
Io prendo e consacro questo (nome dello strumento) nel nome
dei Grandi Antichi, alle arti della magia.
Spruzzate lo strumento con qualche gocciolina d’acqua e sale
usando un rametto di qualche erba se desiderate, dicendo:
Io ti purifico con l’acqua.
Quindi tenete lo strumento sul fumo dell’incenso dicendo:
Io ti purifico con il fuoco.
Quindi ripetete la preghiera di consacrazione:
Io ti evoco, oh forma di questo strumento, per i poteri della vita
che ha creato i cieli, la terra e il mare, e tutte le cose che essi
contengono; per le virtù dei cieli e di tutti gli astri che ruotano
al loro interno; per le virtù delle pietre e delle erbe; per le virtù
dei quattro elementi; e allo stesso modo per le virtù dei quattro
venti; qui in questo luogo per ricevere tale consacrazione da te a
perfetto compimento della nostra volontà. Io ti evoco per essere
una forza e una difesa contro tutti i nemici visibili e invisibili, in
tutti i lavori di magia. Così sia!
Tenete per un po’ lo strumento stretto tra le vostre mani, respirate su di lui e desiderate che il potere entri in lui.
Il nuovo strumento consacrato deve essere immediatamente
usato. Per esempio per tracciare di nuovo il circolo. Infine portate il nuovo oggetto consacrato intorno al cerchio, cominciando
da est verso sud, poi ovest e finendo a nord, sollevando lo strumento ad ogni punto cardinale presentandolo ai guardiani.

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