venerdì 26 aprile 2024

RAGIONAMENTI IN DIFESA DEL FASCINO VOLGARMENTE DETTO JETTATURA (Seconda parte)

 

6. Come da un luogo di Gellio.
Per vedersi però quanto antica sia l'opinione della jettatura, basterà leggere il solo Aulo Gellio; il quale racconta, che ne' suoi viaggi giunto a Brindisi, ritrovò sul lido alcuni volumi antichissimi, che si vendevano; e li comprò: sapete perchè? perchè, com'ei dice, il prezzo era dolce. Credo, che il pover'uomo stava, com'oggi sto
io, con pochissima moneta; e mi diverto i fiati discorrendo. Basta! non parliamo di questo punto, ch'è generalmente doloroso. Di quegli antichissimi libri in poche

notti fece lo spoglio Aulo Gellio; come oggi fanno i nostri barbagianni forensi il foliario, o sia lo spoglio de' processi: se non che il fanno di giorno. Le notti si riserbano ad occupazioni tutte diverse da quelle di Atene.
Fra le cose ritrovate scritte da Gellio, vi fu questo, che nell'Africa alcune famiglie erano, che colle parole di lodi mandavano a male i fanciulli, le vaghe campagne, i cavalli superbi: e nell'illirico eranvi degli uomini, grandissimi jettatori cogli occhi. È bello assai il luogo di Gellio.




7. E dalla favola di Priapo, che fu creduta Divinità contraria alla Jettatura.
Fin dagli eroici antichissimi tempi per aiuto, e difesa contra la jettatura tenevasi Priapo, che perciò i Latini poscia chiamarono fascinum, quasi fugator del fascino.
Quanto va, che voi non mi sapreste dire la ragione di questa, per altro, cieca Religione? Io ve la dirò; ma resti così tra di noi; non essendo cosa la più pulita, e onorata del mondo. Venere, che pur verginella uscì dal mare, si andava poi spassando con tutti gli Dei.

Fece una volta con Bacco certa cosa, che non si può dire. Basta: concepì Priapo. Intanto Giunone, perchè sterile non produceva da' campi suoi, tuttoche coltivatissimi, un frutto, invida e gelosa, la forma prese di vecchia ostetrica, per prendere il parto di Venere, e con incantamenti, e fescinazioni ammazzare il povero innocentino Priapetto; volendocela maledettamente jettare.



Ma che fece il padre Bacco? Possa star sempre buono! salvò Priapo dalla jettatura. Ora chi non sa, che le favole sono le antiche storie del genere umano, e le primiere belle verità racchiuse sotto alcuni velami, e finzioni, del pari, che la natura i più, delicati, e gentili frutti di più soda, e dura corteccia veste, e difende? Or chi non sa, che gli antichi saggi non esposer mai il vero nel suo puro, o luminoso aspetto al volgo profano; ma piacque loro covrirlo con favole arcane, ed oscure? e che con quei simboli, e mistiche dottrine vollero o l'altrui merito, e fatica, o gli ordini del fato dimostrarci? Perciò fin da quelle antichissime età siccome le Genti alla jettatura credettero fermamente, così a rintuzzarla sempremai opportuna, ed idonea è stata l'imagine di Priapo; e perciò in gran conto, e venerazione tenuta.

Egli non avea mica piccola quella parte del corpo, che modestia vuol, che non si nomini: anzi per la grandezza, e ferocia di quella, fu discacciato da Lampsaco, dov'era nato. Tanto vero, che fascino con significazione posteriore, cominciò a dinotare, quella stessa parte che il bel sesso nostro dal brutto donnesco (così dovrebbesi dir con ragione) distingue e che credeasi rimovere la jettatura, non altramente, che tutte le cose turpi, destando il riso, distolgono, e rimovono, gli occhi degl'invidiosi. Ed ecco perchè la sua lieta imagine sulle porte, specialmente de' Fabri Ferrari, e sugli orti ch'eran pure sotto la cura di Venere, si ponea per rimedio contro alla jettatura, onde le biade, e le piante, e l'altre cose illese dagli occhi de' jettatori fosser rimaste. Per la ragione medesima Priapo, ch'è il genio delle donne anche oneste, dalle medesime sospeso al collo, o negli anelli si portava. Che anzi era rito de' Gentili, di far sedere le spose sulla sua imagine stessa; mentre avendosi Priapo per Dio de' semi, si venerava, affinchè ne' campi, come nelle nozze non si fosse per jettatura la fecondità impedita. Anzi dal fascino molti dicono esser appellati versi fescinnini, quelli che nelle nozze alle soverchie lodi si aggiungevano per allontanare la jettatura. Che più? Siccome la Dea Cunina dalle culle de' fanciulli rimoveva la jettatura; così ad essi grandicelli al collo per l'oggetto medesimo la figura di Priapo si sospendea. Nè solo era d'infanti custode; ma degl'Imperadori altresì. Onde sotto il cocchio de' Trionfatori si sospendea (perchè la gloria grande è all'invidia ed alla jettatura grandemente soggetta); e dalle Vestali si adorava fra le cose sacre de' Romani. E se mai venissemi il catarro di far l'antiquario farei eziandio vedere, che aveano gli antichi le vitree drillopote; ch'eran vasi, o bicchieri della figura di Priapo.


8. I Greci alla jettatura credettero.
Ma perchè non credasi, che l'idea della jettattura, come altri dice, o da popolar pregiudizio, o soltanto nelle riscaldate teste de' favolosi poeti fosse nata, io, senza che faccia la causa di costoro, che furono soli i primi Storici, e Filosofi, e coll'armonia de' versi le più grandi, ed utili verità ci tramandarono, vi pongo sotto gli occhi indistintamente tanto i più gravi Poeti, quanto i Filosofi più dotti, e severi che Grecia e Roma vantassero, i quali alla jettatura, al pari, che alla propria esistenza credettero. Presso Plutarco Metrio Floro vaglia per tutti; perciocchè secondo il comune opinare de' dotti difese, che vi sieno i mal'occhi de' jettatori; dicendo parimente, che chi alle cose, delle quali ignora le cause, non crede, in certo modo uccide la Filosofia: mentre dove manca la ragione là incominciamo a dubitare, ed inquerire, cioè a filosofare; oportet vero, cur unumquodque fiat, causam ratione investigare: an fiat ex histortis est percipiendum; e poi recando gli esempi di coloro, che la jettavano cogli occhi, non solo ai bambini, che per l'umidità e debolezza loro possono più facilmente esser mutati in peggio, ma a' corpi fermi altresì. Si adducono poscia alcuni paragoni, ed argomenti per l'esistenza della jettatura: e conchiudesi il bellissimo luogo di Plutarco col fatto di Eutelida, il quale la jettò a se stesso.



E che gli antichi Greci fossero stati facilissimi a credere alla jettatura può arguirsi senza tema di errare dalla greca originazione stessa della voce fascino, poc'anzi dichiarata; e dagli brevi, che aveano per rimedio contro alla jettatura, appellati bascania. E bascanus è colui, il quale cogli occhi uccide, e guasta, oculorum acie pernecat, corrumptique visa. Varrone e Festo ne insegnano esser tali rimedi chiamati prœbra, cioè prohebra, a prohibendo. E fra l'altro credeano, che giovasse a rimuovere la jettatura lo sputare. 

Onde Teocrito: Ne vero fascino laederer, ter in gremium meum despui. Pindaro ancora per la Jettatura, che nasce da invidia dell'altrui felicità scrisse:
 Opus enim, cioè, res valde secundae, non parum invidiam habent. Ed oltracciò i Greci adoravano Nemesi per divinità contro alla jettatura: che fu anche nel Campidoglio venerata. Or perchè i più dotti de' Greci alla jettatura credettero, è da conghietturare giustamente, che come tutte le altre dottrine de' Caldei, e dagli Egiziani, questa ancora della jettatura ad essoloro fosse dall'Oriente pervenuta. Infatti tutte le Nazioni antiche ebbero i loro rimedi, e gli brevi, e pentacoli contro alla Jettatura.

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