Nelle pratiche wiccan
vengono utilizzati numerosi e svariati oggetti, ciascuno con una precisa
funzione pratica o simbolica.
Sull’altare del
Mago ne abbiamo visti quattro strettamente correlati agli Elementi e ai semi
degli arcani minori: la bacchetta,
la spada, la
coppa e il pentacolo. I primi due hanno valenze maschili e rappresentano
rispettivamente l’Aria e il Fuoco. La bacchetta che a volte assume la forma di
un bastone vero e proprio
serve per
dirigere le energie, è la forza coagulante. La spada che
invece serve per
delimitare il cerchio ha una funzione difensiva,
è il solve.
L’athame, il pugnale col manico nero, uno dei principali strumenti della Wicca,
oltre ad essere il corrispettivo della
spada spesso
assolve anche alle funzioni della bacchetta. E qui
esiste un
problema di corrispondenze in cui molti inciampano:
nella tradizione
esoterica della Golden Dawn, ripresa dalla Wicca, all’aria è associata la daga
(o la spada o il coltello), mentre
al fuoco è
associata la bacchetta (o il bastone). L’aria è associata all’est, mentre il
fuoco è associato al sud. In questa stessa
tradizione
esoterica, quando si traccia la croce cabalistica, gli
arcangeli che
presiedono alle direzioni sono ad est Raphael, a
sud Michael, a
ovest Gabriel, e a nord Uriel: a livello iconografico
Raffaele è
rappresentato con il bastone del pellegrino, mentre
Michele tiene in
mano la spada fiammeggiante: spada e bastone
in questo caso
si trovano invertiti, la spada è fuoco, mentre il
bastone è aria.
Coppa e Pentacolo simboleggiano invece la parte
femminile, Acqua
e Terra. La Coppa è un calice consacrato mentre il Pentacolo può assumere forme
diverse.
Se ci rivolgiamo
alla tradizione wiccan in realtà gli strumenti tradizionali della strega sono
sette: l’athame, il pentacolo, la bacchetta, l’incensiere, la corda, il
coltello dal manico bianco e la frusta.
La spada è il
corrispettivo dell’athame, mentre per un motivo
ben preciso la
coppa (e il suo corrispettivo il calderone) e la scopa non sono presenti. Se ci
pensate né coppa, né scopa vengono
citate nella
Cantica delle Streghe (la Witches’ Rune)32.
Gli strumenti
sono molto personali e dovrebbero avere per chi
li usa un valore
che va oltre al semplice elemento estetico o
economico. Per
questo motivo, come abbiamo già detto, vengono spesso fabbricati
artigianalmente o modificati, impregnandoli
così della
propria energia. Altrimenti possono essere reperiti un
po’ ovunque come
nei mercatini dell’usato o in alcuni negozi. In
questo caso è
però cosa saggia scegliere senza fretta, aspettando un oggetto che ci attiri
particolarmente o che ci comunichi
qualcosa, quasi
come fosse lui a scegliere noi. Naturalmente per
preservarne e aumentarne
la sacralità gli strumenti rituali vengono utilizzati unicamente all’interno
del Cerchio di Potere.
Da quali
strumenti iniziare quindi? Siamo pratici: in primo luogo
da quelli che vi
serviranno effettivamente per la consacrazione
del Cerchio: in
primis l’athame (che comunque almeno all’inizio
assolverà sia
alla funzione di bacchetta che di spada), poi l’incensiere e il pentacolo:
Athame
È l’oggetto più
irrinunciabile per chi pratica la Wicca, è un pugnale a doppia lama,
solitamente non affilato e dalla punta non
necessariamente
acuminata, con il manico nero.
Di aspetto
palesemente fallico, è strettamente correlato ai simbolismi maschili e della
fertilità, ma rimanendo pur sempre un’arma, sebbene solo nella forma,
simboleggia anche la potenza e la
forza fisica. E’
tradizionalmente associato all’Est e all’elemento
Aria visto che
non si tratta infatti di un oggetto atto ad offendere, tanto meno da impiegare
per lavori manuali quali incidere o
tagliare (per
questi scopi si usa il bolline o il coltello dal manico
bianco),
tuttavia la sua natura di arma lo lega anche all’elemento fuoco: il dibattito
all’interno della tradizione esoterica e
della Wicca è
ancora aperto. Assolvendo alle funzioni di spada e
bacchetta, solve
e coagula, la sua natura può comunque essere
legata sia
all’aria che al fuoco.
L’Athame serve
per incanalare e convogliare le energie. Di fatto
si comporta come
un prolungamento del braccio del mago. Raccoglie l’energia e la concentra,
liberandola dalla punta. Non a
caso il manico è
spesso di colore nero, che permette un maggiore assorbimento energetico. Come
gradevole effetto collaterale avremo quindi uno strumento sempre “carico”.
Nei rituali
viene comunemente usato per tracciare i pentacoli
nell’aria, per
delineare il Cerchio di Potere o per la consacrazione
dell’acqua e del
sale. Durante le libagioni viene immerso in una
coppa di vino
figurando l’unione sacra tra la Dea e il Dio.
In alcune
tradizioni durante gli handfasting, i matrimoni wiccan,
l’unione delle
mani avviene mentre entrambi i coniugi stringono
lo stesso
pugnale.
Lo si
personalizza facilmente ricoprendone o sostituendone l’impugnatura oppure è
possibile inciderne la lama disegnando dei
simboli o delle
lettere.
Nella scelta è
bene orientarsi su di un coltello dalla forma lineare, preferibilmente non
affilato. E’ inoltre utile considerare
che spesso lo si
dovrà trasportare o addirittura nascondere. Per
questo motivo,
ma anche per una semplice questione di maneggevolezza, non dovrebbe quindi
avere dimensioni eccessive. Naturalmente i migliori Athame sono quelli fatti da
sé, esponendo
un pezzo di
ferro alla viva fiamma e battendolo con una mazza
fino ad
appiattirlo. A questo punto potremo raffreddarlo immergendolo in acqua,
conficcandolo nella terra e agitandolo in aria.
Avremo così
ottenuto un meraviglioso strumento magico a cui
saremo
intimamente legati, creato utilizzando tutti e quattro gli
elementi.
Pentacolo
Un Pentacolo è
un pentagramma (una stella a cinque punte)
inscritto in un
cerchio. E’ legato alle energie femminili, all’elemento Terra e al Nord. Si
tratta di un simbolo magico che rappresenta l’insieme di tutti e quattro gli
elementi più il quinto, lo
Spirito,
inserito all’interno di un cerchio che simboleggia il ciclo
della vita.
Solitamente è realizzato in legno, creta o metallo.
Durante i
rituali vi si appoggiano sopra gli oggetti da consacrare,
da caricare o da
incantare, lasciandoveli spesso per tutta la durata della celebrazione, mentre
adagiato sull’altare è un potente
strumento di
protezione.
Incensiere
L’Incensiere è
un oggetto su cui vengono bruciate sostanze odorose, producendo una
considerevole quantità di fumo. E’ legato
all’Est, alle
energie maschili e dell’Aria. Tuttavia nel suo cuore
arde anche la
fiamma che brucia le resine. Può trattarsi di un sofisticato turibolo come di
un semplice piattino contenente terra o
sale, secondo i
gusti e le scelte personali. Solitamente si evitano
gli incensi già
preparati come quelli venduti in forma di cono o in stick, mentre si
preferiscono i dischetti di carboncino su cui far
bruciare per
lungo tempo una qualsiasi miscela di erbe o resine e
che permettono
di utilizzare anche misture elaborate, preparate
appositamente
per i singoli rituali.
Particolari
fragranze hanno utilizzi magici o simbolici come abbiamo visto e possono
produrre effetti sulle persone. Si cerca
così di
utilizzare gli ingredienti adatti per ottenere più facilmente
il proprio
scopo. Inoltre le fumigazioni, unite alle fioche luci delle
candele aiutano
ad entrare in stati mentali maggiormente ricettivi, facilitando la connessione
con il divino e l’attività magica in
generale.
Il fumo prodotto
dall’incensiere ha inoltre un ruolo molto importante all’inizio di ogni
rituale, quando viene utilizzato per la
purificazione
dei partecipanti e dello spazio sacro.
E’ importante
tenere a mente che un incenso rimasto acceso a
lungo avrà
certamente scaldato l’incensiere raggiungendo temperature molto elevate.
Bisogna perciò fare attenzione a dove lo
si appoggia
assicurandosi che sia adeguatamente isolato.
Naturalmente,
anche se “sembra” non far parte dei sette strumenti della tradizione, e il suo
significato può essere appreso
pienamente solo
in un contesto iniziatico, vi sarà utile anche una
coppa che
potrete utilizzare per libare in onore delle divinità:
Coppa
E’ lo strumento
femminile per eccellenza, intimamente legato
alle energie
dell’Acqua e della fertilità. E’ associata all’Ovest e
simbolicamente
rappresenta il ventre della Dea. Si tratta infatti
di un bicchiere
o comunque di un recipiente atto a contenere un
liquido, proprio
come il grembo femminile fa con il seme maschile.
Viene usata
nella maggior parte dei rituali durante la libagione
quando, riempita
di vino viene fatta passare tra i partecipanti
al cerchio. A
prima vista si potrebbe perciò pensare che si tratti
di uno strumento
indispensabile principalmente per una ragione pratica. Invece è proprio durante
la libagione che la coppa
manifesta la sua
alta valenza simbolica sessuale. Il sacerdote
in ginocchio
porge la Coppa alla sacerdotessa che vi immerge il
pugnale rituale,
di evidente richiamo fallico. Si celebra così un
momento di
unione tra Maschile e Femminile.
Scegliendo la
propria Coppa è preferibile orientarsi verso materiali robusti, maneggevoli e
facilmente lavabili. Lo strumento
del
sottoscritto, per esempio, è blu: colore legato sia all’Acqua
che all’Ovest.
All’esterno sono raffigurati un uomo e una donna nell’atto dell’accoppiamento.
Nell’aspetto è perfetta per il suo
scopo, esprimendo
bene tutti i simbolismi del caso. Purtroppo
è di vetro e,
per quanto bella, risulta essere decisamente poco
maneggevole e
troppo delicata. I materiali migliori sono i metalli, in particolare l’argento
per la stretta correlazione con le divinità femminili, ma sono indicati anche
il legno o la pietra.
Anche altri
strumenti come la frusta e la corda assumono un
significato
esclusivamente in un contesto iniziatico, ma questo
non significa
che non possiate usare una corda per legare la
vostra veste. Il
coltello dal manico bianco (o il suo corrispettivo
il bolline) può
essere invece una finezza di cui non sentite la necessità, a meno che voi
stessi non vi recate a raccogliere le erbe
o non incidiate
i vostri strumenti. Mentre la bacchetta (o il suo
corrispettivo il
bastone) può essere uno strumento da prendere
in
considerazione soprattutto quando durante il percorso vi dedicherete con
dedizione all’Arte magica:
Bacchetta
Di norma
dovrebbe essere di legno di noce, possibilmente di una
pianta giovane
che non abbia mai dato frutti, tuttavia la quercia,
albero sacro
alla tradizione druidica va benissimo e in fin dei
conti qualsiasi
pianta che abbia un buon legno o che voi sentiate
particolarmente
affine.33
Esiste una
differenza tra bacchetta magica (lunga all’incirca
come il vostro
avambraccio) e il bastone, io utilizzo sia la bacchetta che un bastone
biforcato in punta a formare due “corna”
simboliche,
dovrebbe essere lungo 130 cm, dalla punta alla biforcazione, arrivandovi più o
meno all’altezza della mano con il
gomito piegato.
Non è difficile
fabbricare una bacchetta da se: il ramo va tagliato
di netto, meglio
se al sorgere del sole, in primavera e di Luna
crescente. Fate
un offerta alla pianta di cibo e vino e bagnate la
sua ferita con
la saliva.
Naturalmente nei
rituali si utilizzano anche il calderone, la scopa
e la spada che
completano lo strumentario della strega, ma il cui
utilizzo è di
solito legato a rituali di gruppo. Vale infine la pena
di citare altri
due oggetti: il Libro delle Ombre e il libro specchio.
Libro delle
Ombre e Libro Specchio
Il Libro delle
Ombre è per inciso il testo che si tramanda nelle
congreghe di
iniziati e che ciascuna strega ricopia a mano, con- tiene le formule e i rituali
segreti. Ovviamente una buona parte
del Libro delle
Ombre di diverse tradizioni wiccan è stato pubblicato, questo tuttavia non
inficia il fatto che un Libro delle Ombre
deve essere
“passato”.
Il libro
specchio è un’“invenzione” moderna che sostituisce il Libro delle Ombre nella
pratica dei neofiti, si tratta di un diario
dove il
praticante può scrivere tutto quello che sperimenta nella
sua pratica
magica e spirituale. Consacrare uno strumento magico
Ecco un semplice metodo per consacrare uno strumento: è opportuno che scegliere
uno dei momenti rituali, cioè un sabba,
oppure la luna piena o la luna nuova.
Dopo aver tracciato il Cerchio sacro, procederete come segue.
Sollevate davanti all’altare con entrambe le mani ciascuno strumento, dicendo:
Io prendo e consacro questo (nome dello strumento) nel nome
dei Grandi Antichi, alle arti della magia.
Spruzzate lo strumento con qualche gocciolina d’acqua e sale
usando un rametto di qualche erba se desiderate, dicendo:
Io ti purifico con l’acqua.
Quindi tenete lo strumento sul fumo dell’incenso dicendo:
Io ti purifico con il fuoco.
Quindi ripetete la preghiera di consacrazione:
Io ti evoco, oh forma di questo strumento, per i poteri della vita
che ha creato i cieli, la terra e il mare, e tutte le cose che essi
contengono; per le virtù dei cieli e di tutti gli astri che ruotano
al loro interno; per le virtù delle pietre e delle erbe; per le virtù
dei quattro elementi; e allo stesso modo per le virtù dei quattro
venti; qui in questo luogo per ricevere tale consacrazione da te a
perfetto compimento della nostra volontà. Io ti evoco per essere
una forza e una difesa contro tutti i nemici visibili e invisibili, in
tutti i lavori di magia. Così sia!
Tenete per un po’ lo strumento stretto tra le vostre mani, respirate su di
lui e desiderate che il potere entri in lui.
Il nuovo strumento consacrato deve essere immediatamente
usato. Per esempio per tracciare di nuovo il circolo. Infine portate il nuovo
oggetto consacrato intorno al cerchio, cominciando
da est verso sud, poi ovest e finendo a nord, sollevando lo strumento ad ogni
punto cardinale presentandolo ai guardiani.
