lunedì 22 aprile 2024

Inno a Dioniso

 "Ultimo tra gli dei

Venisti ai mortali
E così grande
Che antichi
Segreti racconti
Dicono ricevesti
Le chiavi del Regno

A te che sei tutto
E di tutto 

l’estremo contrario
Non è facile
Levare il canto
Per i molti tuoi doni
E gli insondabili abissi
Tra cui ti nascondi

In te e solo in te
si confondono
regni lontani
quando dei
animali e piante
e per ultimo l’uomo
si intrecciano inestricabili
tra le onde dei tuoi capelli 

danzanti al ritmo 
dei tuoi devoti
e dei suoni che da sempre
abitano il vasto universo

Certo, compagno tu sei 

dei mortali antico 
quando ignari,
ancora, del fuoco
divisero la preda esultando e,
strappate le membra,
ne divorano carni ancora viventi

ed in cerchio danzando
levarono alte le voci isolate
che prime si unirono
in un unico canto

Sei tu che l’ebbrezza
del comune sentire
concedi ai viventi
che in cuore ti onorano
per il dono del vino lucente
che levando lo spirito
dalle strette di affanni infiniti
mette le ali alle dolci
ingannevoli attese

Perché implacabile
la tua vendetta
cade sulla mente
oscurata dalla folle ambizione
di non celebrare
le tue danze notturne
e la perdita del senno
che solo varco ai mortali
è dato per accedere agli dei
nascosti ben oltre
gli angusti pensieri
della luce del giorno

Tu che radici hai profonde
nella oscura
nell’umida terra
tu parimenti
nell’alto del cielo
scagli le gemme
dei fruttiferi rami
e col canto ispirato
di poeti
che del tuo sangue
si nutrono
scandisci il duro cammino
perché si sciolga
in amabile danza

Tu della vita
ci conduci ai confini
dove la nera soglia
delle tue grandi pupille
ci invita con riso dolente
ad inoltrarci in oscuri sentieri
che non hanno ritorno
se la dolce promessa
del tuo eterno rinascere
non ci accompagna
più amica 


"Inno a Dioniso di "Omericchio"

mercoledì 6 marzo 2024

Gli Incubi notturni - piccoli rimedi

 


Gli incubi notturni sono sogni spaventosi, minacciosi o particolarmente stressanti che si verificano durante il sonno REM (fase in cui il cervello è molto attivo) ed arrivano a svegliare il soggetto in uno stato di angoscia e agitazione intensa, disturbandone il riposo.

Gli incubi possono avere una chiara connessione con quanto accade durante la veglia. I sogni correlati all'ansia e allo stress, in particolare il disturbo da stress post-traumatico, possono comportare flashback o immagini direttamente collegate a eventi traumatici. Tuttavia, non tutti gli incubi hanno una relazione facilmente identificabile con la vita quotidiana. Gli incubi possono avere contenuti bizzarri o sconcertanti difficilmente riconducibili a circostanze specifiche.

 

Cosa Sono gli Incubi Notturni?

Gli incubi sono sogni vividi che possono essere minacciosi, sconvolgenti, bizzarri o comunque fastidiosi; si verificano più spesso durante il sonno REM, nella seconda metà della notte.

Un rimedio può essere mettere qualche foglia di Alloro sotto il cuscino, questo sarebbe in grado di proteggere dalle energie negative e allontanare gli incubi.

Così anche i fiori di Camomilla, sempre sotto il cuscino favorirebbero sonni tranquilli.

Se volgiamo lo sguardo verso Pietre e Cristalli è l'Ametista quello che pulisce gli spazi circostanti e calma la mente, appoggiato sul comodino garantirebbe tranquillità nei momenti in cui siete più indifesi.

 

Un piccolo rituale

 

1)      Metti  del sale grosso in un piatto fondo bianco per poi ponilo sotto il letto all’altezza della testa. Questo servirà come protezione e purificazione dalle energie negative. 

2)      Prendi una candela bianca e accendila vicino al luogo ove dormi

3)      Mentre la accendi recita questa orazione

“Dea della notte, la cui luce è uno scudo,
proteggimi contro il maligno mentre dormo.
Fai rifulgere la tua luce attorno alla mia anima
e scaccia lontano tutti gli esseri infami.”

Fai questo per nove giorni, se il decimo giorno non dovesse mostrarsi nessun miglioramento lava il pavimento della stanza con acqua e sale grosso e cambia la disposizione del letto.

 

 

venerdì 1 marzo 2024

1° Marzo - l'eccidio delle presunte Streghe di Salem

 

Marzo si apre con questo inquietante anniversario, un monito che ci ricorda la discriminazione, l’odio, il timore del diverso che spesso assume le vesti di una donna, il 1 marzo del 1692 iniziò il processo contro le streghe di Salem, una delle pagine più crudeli e spietate della storia americana.

Tutto iniziò dallo strano comportamento di due bambine, Betty Parris di nove anni e Abigail Williams di undici, rispettivamente figlia e nipote del pastore Samuel Parris che iniziarono dapprima ad essere taciturne e silenziose, per poi strisciare come serpenti sul pavimento e nascondersi negli angoli più bui della casa. Il medico del villaggio, incapace di curarle, (O riconoscere un disagio mentale) dichiarò le ragazze possedute dal demonio e vittime dell’affatturamento di una strega. Nel frattempo, altre adolescenti iniziarono a comportarsi in modo bizzarro.

Iniziarono allora delle indagini, ovviamente basate su superstizione ed ignoranza. Una donna del villaggio, per trovare la presunta Strega, colpevole della fattura generale, propose l’antico metodo della Witches cake, ovvero fare una torta di segale e urina e farlo mangiare a un cane, che a quel punto sarebbe stato in grado di riconoscerla in quanto tale, ma senza risultati.

A quel punto pensarono allora di interrogare Betty, Abigail e le altre ragazze soggette ai comportamenti inconsueti, furono infatti esortate a fare i nomi della strega colpevole. Ed esse fecero  tre nomi: Tituba, la schiava del reverendo Parris, Sarah Osborne, un’anziana signora impopolare nel villaggio, e Sarah Good, una mendicante che soleva parlare da sola. 

Dopo la confessione di Tituba sotto tortura vennero tutte imprigionate.

Tra il primo marzo e il 2 giugno, giorno dell’inizio del processo, le accuse si moltiplicarono e le carceri si riempirono. Infatti, le manifestazioni di isteria non erano cessate, e la caccia alle streghe si intensificava sempre di più.

Le accuse furono rivolte alle persone più disparate: dalla figlia di quattro anni di Sarah Good, ad alcune rispettabili signore del villaggio, finanche l’ex pastore.

La situazione era ormai sfuggita di mano e all’arrivo del nuovo governatore, il processo poté iniziare. Intanto, Sarah Osborne e la bimba di Sarah Good erano già morte in carcere.

Il primo processo si concluse con una condanna a morte, la seconda seduta, il 29 giugno, con altre cinque. Le impiccagioni ebbero luogo in cima a una collina che prese il nome di witches hill. Intanto Il marito di una donna accusata venne interrogato e torturato ma  rifiutandosi di parlare, morì nella sala delle torture tra i tormenti.

In quel periodo buio più di cento persone furono incarcerate  e diciannove vennero impiccate. Il 22 settembre, giorno dell’ultima esecuzione prevista,  il carro che portava i prigionieri prese una buca e si rovesci,  alcune ragazze prese da isterismo collettivo iniziarono a urlare che il diavolo stava proteggendo i suoi accoliti.



Non mancarono le proteste della società puritana. La contestazione più dura arrivò dal reverendo Increase Mather, che nel suo Case of coscience concerning evil spirits personating men*, denunciava l’irregolarità dei processi che imperniavano le loro condanne su prove non verificabili, azione non conforme alla legge. Per esempio erano considerate prove affidabili sogni e visioni, ma anche eventuali errori nella recitazione di preghiere da parte degli imputati, o sensazioni negative provate dalle vittime della stregoneria in presenza della presunta strega.

Lo stesso governatore, dopo un accorato sermone di Mather, decise di sospendere i processi.


* Il titolo per esteso era “Casi di coscienza riguardanti Spiriti

maligni che impersonano uomini, stregonerie, prove infallibili di colpa in coloro che sono accusati

di quel crimine. Tutto considerato secondo le Scritture, la storia, l'esperienza e il giudizio

di molti uomini dotti.”




sabato 5 settembre 2020

Le Madonne di agosto e di settembre

In agosto e settembre le feste in onore della Madonna sono più numerose che nel resto dell'anno. Già s'è detto della straordinaria e universale popolarità dell'Assunzione durante la quale si svolgono sagre e festeggiamenti difficilmente giustificabili dal punto di vista cattolico per il loro carattere carnascialesco, come ad esempio quelli in onore della Virgen de Gracia in un quartiere popolare di Barcellona dove si balla, si banchetta e si canta fra luminarie e fuochi d'artificio peruna settimana, quasi Ferragosto segni il passaggio da un anno all'altro: e in un certo senso è vero perché questo mese divide un anno lavorativo dall'altro con le vacanze estive. Ma altre Madonne costellano il periodo che dalle Calende giunge fino all'equinozio autunnale ed era anticamente, nel segno del Leone, sotto la protezione di Cibele e poi, con il segno della Vergine, sotto la protezione di Iside e di Cerere, la quale è raffigurata nello zodiaco del salone della Delizia di Schifanoia, a Ferrara, col manipolo di spighe in mano. Quali mesi dunque più adatti di agosto e settembre per celebrare colei che era adombrata nelle dee antiche, la Madre di Dio, la Vergine per eccellenza, la Regina Coeli, la Maris Stella, la Madre dei viventi, la Madre della Chiesa? Il 5 di agosto cade la memoria di Santa Maria della Neve, chiamata nel nuovo calendario liturgico Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore. La leggenda collega a una visione celeste la fondazione della basilica eretta fra il 352 e il 366 dal vescovo Liberio accanto al macello di Livia sull' Esquilino. Si narra che la notte del 4 agosto un ricco patrizio di nome Giovanni vide in sogno la Vergine che gli ordinava di erigere una basilica là dove, il giorno seguente, avesse visto il suolo coperto di neve. Giovanni corse da Liberio narrandogli il sogno e scoprì che anche il vescovo aveva avuta la stessa visione. L'indomani il miracolo avvenne, e Liberio fece tracciare sulla neve ferragostana la pianta della basilica che il patrizio finanziò secondo l'ordine della Madonna. In realtà la chiesa originariamente non era dedicata alla Vergine ma alla fede del credo di Nicea che aveva riaffermato la dottrina ortodossa della consustanzialità del Padre e del Figlio contro l'eresia ariana. La Madonna a quel tempo non riceveva ancora un culto riconosciuto che sarebbe cominciato soltanto nel 432, quando Sisto III avrebbe rinnovato la basilica liberiana ornandola di mosaici e dedicandola alla Madre di Dio per festeggiare la proclamazione della maternità divina di Maria al concilio di Efeso dell'anno precedente. Santa Maria Maggiore è considerato il primo santuario mariano, madre delle chiese mariane di tutto il mondo; rappresenta Maria come tempio in cui il Verbo ha rivestito la natura umana e, generato da lei, ha piantato la sua tenda fra di noi (34). I Padri, soprattutto i Greci, hanno infatti spiegato che il Cristo, unendo a sé nell'unità della persona la natura umana e la divina, è stato consacrato dallo Spirito Santo in Maria, come in una cattedrale, sommo ed eterno sacerdote alla maniera di Melchisedech (35). Nella basilica si venera particolarmente un'antichissima immagine di Maria, detta Salus populi romani che, secondo la tradizione, venne portata in processione da san Gregorio Magno durante la pestilenza del 590 che terminò con la leggendaria apparizione dell'arcangelo san Michele sulla Mole Adriana; la stessa immagine, tra le mani di papa Leone IV (847-855), domò un furioso incendio che stava divorando il Borgo, rievocato da Raffaello in una delle sue «stanze» in Vaticano. La Salus populi Romani fu incoronata da Clemente VII nel 1527 e una seconda volta da Gregorio XVI nel 1837 per un voto dei romani che erano stati liberati miracolosamente da un'epidemia. Un'altra festa mariana, la memoria obbligatoria di Maria Regina, cade il 22 agosto nell'ottava dell'Assunta, mentre prima della riforma del calendario era stata fissata al 31 maggio da Pio XII che l'aveva istituita nel 1955: si è deciso questo spostamento per avvicinare la Regalità della Vergine alla sua Assunzione e glorificazione. Il titolo di Regina si addice particolarmente a Maria come madre di Dio perché «...ella stessa è regina» spiegava Pio XII «avendo dato la vita a un Figlio che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose per l'unione ipostatica della natura umana con il Verbo»; e soggiungeva: «Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna» (36). Inoltre, come il Cristo risorto è intronizzato alla destra del Padre, così Maria, assunta nella gloria celeste, siede regina accanto al Figlio. Se infatti il Cristo ha promesso di associare alla propria regalità i suoi discepoli, lo ha fatto a maggior ragione e a titolo speciale con la Madre sua (37). La regalità di Maria, per analogia con quella del Cristo, che riceve dal Padre lo Spirito e lo effonde su ogni persona (38), si realizza nello Spirito Santo poiché lei non ha altra volontà se non quella del Cristo; e in virtù di quel medesimo Spirito, che l'ha resa conforme al Cristo, diventa a sua volta canale di grazia. «Assunta in cielo,» spiega il concilio Vaticano II «...con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano consolati nella patria beata.» (39) A sua volta la festa del Cuore Immacolato di Maria, che Pio XII aveva fissato al 22 agosto istituendola nel 1944, è stata spostata al giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù - che cade il venerdì seguente alla seconda domenica dopo la Pentecoste - e ridotta a memoria facoltativa. Il culto al cuore del Cristo e della Vergine può sembrare sentimentale, inattuale e inadeguato secondo il giudizio dei liturgisti che forse non ne conoscono il simbolismo tradizionale e universale. Il cuore infatti è considerato simbolo solare, sede del calore e della luce, tabernacolo della presenza divina, e quindi dell'Intelligenza, ovvero dell'intuizione intellettuale - da non confondersi con la ragione - e dell'amore, ovvero della comunione con il divino, da non confondersi con il sentimento amoroso. «Dell'uomo» scrive Thérèse Darel «l'Essere supremo fece un tempio nel Tempio e per questo lo dotò di un cuore, cioè di un punto d'appoggio immutabile, di un centro di movimento tale da rendere l'uomo degno delle sue origini, simile alla sua Causa prima. Contemporaneamente l'uomo fu provvisto è vero, di un cervello; ma questo cervello, la cui innervazione è propria del regno animale, si trova de facto soggetto a un ordine di movimento secondario (in rapporto al movimento iniziale). Il cervello, strumento del pensiero racchiuso nel mondo e trasformatore a uso dell'uomo e del mondo di questo pensiero latente, fa sì che quest'ultimo possa attuarsi per suo tramite. Ma solo il cuore, grazie a un'aspirazione ed espirazione segrete, permette all'uomo di essere pensiero vivente, rimanendo unito al suo Dio. Così, grazie a questa pulsazione regale, l'uomo conserva la sua parola di divinità e opera sotto l'egida del suo Creatore, rispettoso della sua legge, felice della felicità che solo lui, uomo, può negarsi abbandonando la via segreta che conduce dal suo cuore al Cuore universale,al Cuore divino.» (40) Perciò, osserva Guénon, «la "conoscenza del cuore" è la percezione diretta della luce intelligibile, di quella luce del Verbo di cui parla Giovanni all'inizio del suo Vangelo, Luce irradiata dal "Sole spirituale" che è il vero "Cuore del Mondo"» (41). Se dunque il «cuore» del Cristo è il Cuore universale, il cuore immacolato di Maria non può non essere se non il vaso e il ricettacolo di tutti i misteri e il luogo del concepimento del Figlio, come afferma Agostino (42). Sicché, scriveva san Giovanni Eudes (morto nel 1680), uno dei promotori del culto, «il suo cuore è la fonte e il principio di tutte le grandezze, eccellenze e prerogative di cui si adorna, di tutte le qualità eminenti che la elevano al di sopra di tutte le creature, quale l'essere figlia primogenita dell'eterno Padre, madre del Figlio, sposa dello Spirito Santo e tempio della SS. Trinità... Vuol dire anche che questo santissimo cuore è la fonte di tutte le grazie che accompagnano queste qualità... e vuol dire ancora che questo stesso cuore è la fonte di tutte le virtù che ha praticato...» (43). La devozione al Cuore Immacolato di Maria ha avuto uno sviluppo straordinario con le apparizioni di Fatima. Nella seconda la Vergine dichiarava Lucia apostola della devozione al suo cuore con queste parole: «Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato. Prometto la salvezza a chi la praticherà: queste anime saranno amate da Dio come fiori collocati da me per adornare il suo trono». La decisione di ridurre la festa del Cuore Immacolato di Maria a semplice memoria facoltativa nel nuovo calendario suscita perciò molte perplessità tra i fedeli più inclini ad ascoltare le ragioni del «cuore» che quelle degli ideatori cerebrali di riforme.

domenica 12 luglio 2020

Il Mutus Liber Prima Tavola

Il Mutus Liber, Libro senza parole o Libro Muto è riconosciuto come un classico della tradizione
alchemica del diciassettesimo secolo. Si compone di 15 tavole prive di commento scritto, che
rappresentano vividamente il processo alchemico, nel suo svolgimento. Ad un primo messaggio
immediatamente percepibile, le fasi della Grande Opera appunto, si sovrappone un articolato simbolismo
che, come tutta l'Arte alchemica, richiede intuizione, riflessione e ricerca profonda. Nessuna parola
potrebbe mai spiegare l'illuminazione che si sviluppa dalla fusione di uomo e natura. Ad un secondo
livello di lettura, così, il
Mutus Liber si configura come una sintesi di alchimia spirituale, animistica e
fisica, che si svolge su una molteplicità di livelli interpretativi. Mentre l'intero segreto del processo fisico
non viene mai interamente rivelato, sono comunque offerte preziose informazioni per porre insieme i
dettagli del
modus operandi; grandi alchimisti francesi come Canseliet e Barbault trassero grande
ispirazione ed indizi per il compimento dell'opera dalla sua lettura.
Eugène Canseliet infatti scrive: "Nessun libro di simbolismo ermetico può essere comparato al Mutus
Liber per interesse e rarità, ... in esso tutta la Filosofia ermetica è rappresentata in figure geroglifiche, che
è consacrato al Dio misericordioso, tre volte buonissimo e grandissimo, e dedicato ai soli figli dell'arte
dall'autore il cui nome è Altus ".
Pubblicato a La Rochelle nel 1677 da un autore celatosi sotto lo pseudonimo di "Altus", il Mutus Liber è
ormai introvabile nella sua edizione originale e completa, di cui esiste un esemplare nella Biblioteca
Municipale di La Rochelle. Fu da essa che Canseliet (1899-1983), autore e commentatore di molte opere
(fra cui ricordiamo Il Mistero delle Cattedrali e Le Dimore filosofali di Fulcanelli, Alchimia, L'Alchimia
spiegata sui testi classici, Deux Logis alchimiques, Ixs Douze Clefs de la Philosophie, Trois anciens Traités
d'alchimie), realizzò per la prima volta una riproduzione delle splendide tavole, insieme al loro
commento. Oltre ad essa, furono eseguite altre ristampe delle tavole di Altus; tra esse la più nota è quella
di Jean-Jacques Manget (1702), le cui incisioni, però, in alcuni punti differiscono dalle originali.
Quel che segue non pretende di essere un commento esplicativo, ma solo di offrire qualche spunto che si
spera, possa dare animo ad una riflessione sui messaggi che Altus ha inteso celare dietro le 15
raffigurazioni

Mentre le pagine seguenti del Mutus Liber intendono dare una descrizione delle fasi del processo
alchemico, nella prima tavola si vuole annunciare il livello spirituale su cui ci si muove nell'affrontare le
discipline alchemiche.
Il disegno rappresenta il sogno biblico di Giacobbe, con gli angeli che scendono dal cielo sulla terra, e
salgono dalla terra verso il cielo usando una scala a pioli. In terra vediamo un uomo addormentato che
rappresenta l'umanità intera, o quantomeno coloro che sceglieranno di essere risvegliati dal sonno
dell'incoscienza, grazie allo squillare delle trombe divine. Le figure angeliche possono essere considerate
come collegamento tra mondo terreno e mondo celeste, tra l'uomo e la sfera cosmica.
L'immagine reca con sé anche una scritta :
"
MUTUS LIBER, IN QUO TAMEN tota Philosophia ermetica figuris hierogliphicis depingitur, ter potimo
maximo Deo misericordiconsecratus, solisque filiis artis dedicatus, autore eius nomen est Altus
.21.11.82. Neg:
93.82.72. Neg:
82.81.33. Tued
."
("Il libro muto, nel quale l'intera filosofia Ermetica viene rappresentata in forma di immagini geroglifiche,
consacrato a Dio misericordioso, tre volte massimo ottimo, e dedicato ai soli figli dell'Arte, il cui autore ha
nome Altus".)
La serie di numeri citati dopo non sono altro che riferimenti al testo biblico.
21.11.82 Neg si riferisce alla Genesi (Gen. abbreviazione di Genesi letto al contrario diventa Neg e così per
le citazioni numeriche del capitolo e dei versetti) :
28: 11,12 "Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se
la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno:una scala poggiava sulla terra, mentre la
sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa"
93 82 72 Neg corrisponde a Genesi 27:28,39:
"Dio ti conceda rugiada dal cielo
e terre grasse
e abbondanza di frumento e di mosto"
"Allora suo padre Isacco prese la parola e gli disse:
Ecco, lungi dalle terre grasse
sarà la tua sede
e lungi dalla rugiada del cielo dall'alto,."
82 81 33 Tued corrisponde a Deuteronomio 33: 18,28
"Per Zabulon disse:
Gioisci Zabulon, ogni volta che parti, e tu Issacar, nelle tue tende!."
"Israele abita tranquillo,
la fonte di Giacobbe in luogo appartato,
in terra di frumento e di mosto, dove il cielo stilla rugiada."
La scala è da sempre stata utilizzata per raffigurare il processo di crescita dell'uomo, l'ascesa progressiva
nell'individuazione del sé; le ritroviamo nei riti di iniziazione orfici; nei misteri mitriaci e nei riti
sciamanici. La scala raffigurata al centro della tavola simboleggia però nel contempo anche la
scala
philosophorum
. Salendo questa scala l'uomo potrà compiere le tappe della Grande Opera alchemica.
Possiamo contare 12 pioli sulla scala, gli unici a noi visibili. Il numero non è casuale, al contrario lo
conosciamo come carico di significati nel linguaggio alchemico. Il 12 segna il compimento di un ciclo,
perché 12 sono le ore del giorno e 12 quelle della notte, 12 sono i mesi dell'anno e ancora 12 sono i segni
dello zodiaco. Anche in alchimia ci sono 12 fasi nel processo a cui verrà sottoposta la materia:
1. calcinazione2. congelazione3. fissazione4. soluzione5. digestione

6. distillazione7. sublimazione8. separazione9. cerazione10. fermentazione11. moltiplicazione12. proiezione.
Le 12 fasi del processo corrispondono ai 12 segni zodiacali a cominciare dall'Ariete.
La pietra su cui l'uomo del Frontespizio posa la testa simboleggia la
prima materia degli alchimisti, punto
di partenza della Grande Opera di trasformazione. I rami di rose che fanno da cornice alla scena possono
probabilmente riferirsi al
Rosarium philosophorum, perché la rosa è flos sapientium, e rappresenta il sole
sulla terra ed il luogo di nascita del
filius philosphorum, risultato finale dell'Opera.
Il nodo tra i rami del rovo, al centro in basso, indica la complessità del processo. Il nodo deve essere
sciolto per compiere la Grande Opera e arrivare al centro. Disfare il "nodo del cuore" significa
raggiungere l'eternità, l'immortalità. Il nodo non va tagliato come accadde al nodo gordiano, perché,
continuerebbe a riformarsi. E' necessario riuscire a scioglierlo.
Questa prima tavola si pone come simmetrico della quindicesima e intende introdurre il lettore alla
portata della Grande Opera che si accinge a conoscere