venerdì 1 marzo 2024

1° Marzo - l'eccidio delle presunte Streghe di Salem

 

Marzo si apre con questo inquietante anniversario, un monito che ci ricorda la discriminazione, l’odio, il timore del diverso che spesso assume le vesti di una donna, il 1 marzo del 1692 iniziò il processo contro le streghe di Salem, una delle pagine più crudeli e spietate della storia americana.

Tutto iniziò dallo strano comportamento di due bambine, Betty Parris di nove anni e Abigail Williams di undici, rispettivamente figlia e nipote del pastore Samuel Parris che iniziarono dapprima ad essere taciturne e silenziose, per poi strisciare come serpenti sul pavimento e nascondersi negli angoli più bui della casa. Il medico del villaggio, incapace di curarle, (O riconoscere un disagio mentale) dichiarò le ragazze possedute dal demonio e vittime dell’affatturamento di una strega. Nel frattempo, altre adolescenti iniziarono a comportarsi in modo bizzarro.

Iniziarono allora delle indagini, ovviamente basate su superstizione ed ignoranza. Una donna del villaggio, per trovare la presunta Strega, colpevole della fattura generale, propose l’antico metodo della Witches cake, ovvero fare una torta di segale e urina e farlo mangiare a un cane, che a quel punto sarebbe stato in grado di riconoscerla in quanto tale, ma senza risultati.

A quel punto pensarono allora di interrogare Betty, Abigail e le altre ragazze soggette ai comportamenti inconsueti, furono infatti esortate a fare i nomi della strega colpevole. Ed esse fecero  tre nomi: Tituba, la schiava del reverendo Parris, Sarah Osborne, un’anziana signora impopolare nel villaggio, e Sarah Good, una mendicante che soleva parlare da sola. 

Dopo la confessione di Tituba sotto tortura vennero tutte imprigionate.

Tra il primo marzo e il 2 giugno, giorno dell’inizio del processo, le accuse si moltiplicarono e le carceri si riempirono. Infatti, le manifestazioni di isteria non erano cessate, e la caccia alle streghe si intensificava sempre di più.

Le accuse furono rivolte alle persone più disparate: dalla figlia di quattro anni di Sarah Good, ad alcune rispettabili signore del villaggio, finanche l’ex pastore.

La situazione era ormai sfuggita di mano e all’arrivo del nuovo governatore, il processo poté iniziare. Intanto, Sarah Osborne e la bimba di Sarah Good erano già morte in carcere.

Il primo processo si concluse con una condanna a morte, la seconda seduta, il 29 giugno, con altre cinque. Le impiccagioni ebbero luogo in cima a una collina che prese il nome di witches hill. Intanto Il marito di una donna accusata venne interrogato e torturato ma  rifiutandosi di parlare, morì nella sala delle torture tra i tormenti.

In quel periodo buio più di cento persone furono incarcerate  e diciannove vennero impiccate. Il 22 settembre, giorno dell’ultima esecuzione prevista,  il carro che portava i prigionieri prese una buca e si rovesci,  alcune ragazze prese da isterismo collettivo iniziarono a urlare che il diavolo stava proteggendo i suoi accoliti.



Non mancarono le proteste della società puritana. La contestazione più dura arrivò dal reverendo Increase Mather, che nel suo Case of coscience concerning evil spirits personating men*, denunciava l’irregolarità dei processi che imperniavano le loro condanne su prove non verificabili, azione non conforme alla legge. Per esempio erano considerate prove affidabili sogni e visioni, ma anche eventuali errori nella recitazione di preghiere da parte degli imputati, o sensazioni negative provate dalle vittime della stregoneria in presenza della presunta strega.

Lo stesso governatore, dopo un accorato sermone di Mather, decise di sospendere i processi.


* Il titolo per esteso era “Casi di coscienza riguardanti Spiriti

maligni che impersonano uomini, stregonerie, prove infallibili di colpa in coloro che sono accusati

di quel crimine. Tutto considerato secondo le Scritture, la storia, l'esperienza e il giudizio

di molti uomini dotti.”




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