sabato 5 settembre 2020

Le Madonne di agosto e di settembre

In agosto e settembre le feste in onore della Madonna sono più numerose che nel resto dell'anno. Già s'è detto della straordinaria e universale popolarità dell'Assunzione durante la quale si svolgono sagre e festeggiamenti difficilmente giustificabili dal punto di vista cattolico per il loro carattere carnascialesco, come ad esempio quelli in onore della Virgen de Gracia in un quartiere popolare di Barcellona dove si balla, si banchetta e si canta fra luminarie e fuochi d'artificio peruna settimana, quasi Ferragosto segni il passaggio da un anno all'altro: e in un certo senso è vero perché questo mese divide un anno lavorativo dall'altro con le vacanze estive. Ma altre Madonne costellano il periodo che dalle Calende giunge fino all'equinozio autunnale ed era anticamente, nel segno del Leone, sotto la protezione di Cibele e poi, con il segno della Vergine, sotto la protezione di Iside e di Cerere, la quale è raffigurata nello zodiaco del salone della Delizia di Schifanoia, a Ferrara, col manipolo di spighe in mano. Quali mesi dunque più adatti di agosto e settembre per celebrare colei che era adombrata nelle dee antiche, la Madre di Dio, la Vergine per eccellenza, la Regina Coeli, la Maris Stella, la Madre dei viventi, la Madre della Chiesa? Il 5 di agosto cade la memoria di Santa Maria della Neve, chiamata nel nuovo calendario liturgico Dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore. La leggenda collega a una visione celeste la fondazione della basilica eretta fra il 352 e il 366 dal vescovo Liberio accanto al macello di Livia sull' Esquilino. Si narra che la notte del 4 agosto un ricco patrizio di nome Giovanni vide in sogno la Vergine che gli ordinava di erigere una basilica là dove, il giorno seguente, avesse visto il suolo coperto di neve. Giovanni corse da Liberio narrandogli il sogno e scoprì che anche il vescovo aveva avuta la stessa visione. L'indomani il miracolo avvenne, e Liberio fece tracciare sulla neve ferragostana la pianta della basilica che il patrizio finanziò secondo l'ordine della Madonna. In realtà la chiesa originariamente non era dedicata alla Vergine ma alla fede del credo di Nicea che aveva riaffermato la dottrina ortodossa della consustanzialità del Padre e del Figlio contro l'eresia ariana. La Madonna a quel tempo non riceveva ancora un culto riconosciuto che sarebbe cominciato soltanto nel 432, quando Sisto III avrebbe rinnovato la basilica liberiana ornandola di mosaici e dedicandola alla Madre di Dio per festeggiare la proclamazione della maternità divina di Maria al concilio di Efeso dell'anno precedente. Santa Maria Maggiore è considerato il primo santuario mariano, madre delle chiese mariane di tutto il mondo; rappresenta Maria come tempio in cui il Verbo ha rivestito la natura umana e, generato da lei, ha piantato la sua tenda fra di noi (34). I Padri, soprattutto i Greci, hanno infatti spiegato che il Cristo, unendo a sé nell'unità della persona la natura umana e la divina, è stato consacrato dallo Spirito Santo in Maria, come in una cattedrale, sommo ed eterno sacerdote alla maniera di Melchisedech (35). Nella basilica si venera particolarmente un'antichissima immagine di Maria, detta Salus populi romani che, secondo la tradizione, venne portata in processione da san Gregorio Magno durante la pestilenza del 590 che terminò con la leggendaria apparizione dell'arcangelo san Michele sulla Mole Adriana; la stessa immagine, tra le mani di papa Leone IV (847-855), domò un furioso incendio che stava divorando il Borgo, rievocato da Raffaello in una delle sue «stanze» in Vaticano. La Salus populi Romani fu incoronata da Clemente VII nel 1527 e una seconda volta da Gregorio XVI nel 1837 per un voto dei romani che erano stati liberati miracolosamente da un'epidemia. Un'altra festa mariana, la memoria obbligatoria di Maria Regina, cade il 22 agosto nell'ottava dell'Assunta, mentre prima della riforma del calendario era stata fissata al 31 maggio da Pio XII che l'aveva istituita nel 1955: si è deciso questo spostamento per avvicinare la Regalità della Vergine alla sua Assunzione e glorificazione. Il titolo di Regina si addice particolarmente a Maria come madre di Dio perché «...ella stessa è regina» spiegava Pio XII «avendo dato la vita a un Figlio che nel medesimo istante del concepimento, anche come uomo, era Re e Signore di tutte le cose per l'unione ipostatica della natura umana con il Verbo»; e soggiungeva: «Tuttavia la beatissima Vergine si deve proclamare regina non soltanto per la maternità divina, ma anche per la parte singolare che, per volontà di Dio, ebbe nell'opera della nostra salvezza eterna» (36). Inoltre, come il Cristo risorto è intronizzato alla destra del Padre, così Maria, assunta nella gloria celeste, siede regina accanto al Figlio. Se infatti il Cristo ha promesso di associare alla propria regalità i suoi discepoli, lo ha fatto a maggior ragione e a titolo speciale con la Madre sua (37). La regalità di Maria, per analogia con quella del Cristo, che riceve dal Padre lo Spirito e lo effonde su ogni persona (38), si realizza nello Spirito Santo poiché lei non ha altra volontà se non quella del Cristo; e in virtù di quel medesimo Spirito, che l'ha resa conforme al Cristo, diventa a sua volta canale di grazia. «Assunta in cielo,» spiega il concilio Vaticano II «...con la sua molteplice intercessione continua ad ottenerci le grazie della salute eterna. Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano consolati nella patria beata.» (39) A sua volta la festa del Cuore Immacolato di Maria, che Pio XII aveva fissato al 22 agosto istituendola nel 1944, è stata spostata al giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù - che cade il venerdì seguente alla seconda domenica dopo la Pentecoste - e ridotta a memoria facoltativa. Il culto al cuore del Cristo e della Vergine può sembrare sentimentale, inattuale e inadeguato secondo il giudizio dei liturgisti che forse non ne conoscono il simbolismo tradizionale e universale. Il cuore infatti è considerato simbolo solare, sede del calore e della luce, tabernacolo della presenza divina, e quindi dell'Intelligenza, ovvero dell'intuizione intellettuale - da non confondersi con la ragione - e dell'amore, ovvero della comunione con il divino, da non confondersi con il sentimento amoroso. «Dell'uomo» scrive Thérèse Darel «l'Essere supremo fece un tempio nel Tempio e per questo lo dotò di un cuore, cioè di un punto d'appoggio immutabile, di un centro di movimento tale da rendere l'uomo degno delle sue origini, simile alla sua Causa prima. Contemporaneamente l'uomo fu provvisto è vero, di un cervello; ma questo cervello, la cui innervazione è propria del regno animale, si trova de facto soggetto a un ordine di movimento secondario (in rapporto al movimento iniziale). Il cervello, strumento del pensiero racchiuso nel mondo e trasformatore a uso dell'uomo e del mondo di questo pensiero latente, fa sì che quest'ultimo possa attuarsi per suo tramite. Ma solo il cuore, grazie a un'aspirazione ed espirazione segrete, permette all'uomo di essere pensiero vivente, rimanendo unito al suo Dio. Così, grazie a questa pulsazione regale, l'uomo conserva la sua parola di divinità e opera sotto l'egida del suo Creatore, rispettoso della sua legge, felice della felicità che solo lui, uomo, può negarsi abbandonando la via segreta che conduce dal suo cuore al Cuore universale,al Cuore divino.» (40) Perciò, osserva Guénon, «la "conoscenza del cuore" è la percezione diretta della luce intelligibile, di quella luce del Verbo di cui parla Giovanni all'inizio del suo Vangelo, Luce irradiata dal "Sole spirituale" che è il vero "Cuore del Mondo"» (41). Se dunque il «cuore» del Cristo è il Cuore universale, il cuore immacolato di Maria non può non essere se non il vaso e il ricettacolo di tutti i misteri e il luogo del concepimento del Figlio, come afferma Agostino (42). Sicché, scriveva san Giovanni Eudes (morto nel 1680), uno dei promotori del culto, «il suo cuore è la fonte e il principio di tutte le grandezze, eccellenze e prerogative di cui si adorna, di tutte le qualità eminenti che la elevano al di sopra di tutte le creature, quale l'essere figlia primogenita dell'eterno Padre, madre del Figlio, sposa dello Spirito Santo e tempio della SS. Trinità... Vuol dire anche che questo santissimo cuore è la fonte di tutte le grazie che accompagnano queste qualità... e vuol dire ancora che questo stesso cuore è la fonte di tutte le virtù che ha praticato...» (43). La devozione al Cuore Immacolato di Maria ha avuto uno sviluppo straordinario con le apparizioni di Fatima. Nella seconda la Vergine dichiarava Lucia apostola della devozione al suo cuore con queste parole: «Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato. Prometto la salvezza a chi la praticherà: queste anime saranno amate da Dio come fiori collocati da me per adornare il suo trono». La decisione di ridurre la festa del Cuore Immacolato di Maria a semplice memoria facoltativa nel nuovo calendario suscita perciò molte perplessità tra i fedeli più inclini ad ascoltare le ragioni del «cuore» che quelle degli ideatori cerebrali di riforme.

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