La trasmutazione di un elemento in un altro, per oltre 350 anni, è stata
considerata impossibile.
Fino a quando il chimico Robert Boyle, nel 1661, definì gli elementi come
"corpi semplici che, alla fine, si dividono nelle loro componenti". E
mentre gli scienziati hanno recentemente dimostrato la possibilità di
trasmutazione nei laboratori, la maggior parte delle persone continuano a
classificare l’alchimia come magica e soprannaturale.
Nel 1919 Ernest Rutherford, vincitore del premio Nobel per la chimica,
scoprì che mentre la trasmutazione era apparentemente impossibile da produrre
attraverso mezzi chimici (ad es. lo scambio di elettroni nel guscio periferico
di un atomo), questa poteva essere prodotta in atomi di azoto e ossigeno
mediante esposizione dei loro nuclei a particelle radioattive di un certo di
tipo [Ernest Rutherford. The Transmutation of Matter. The Royal
Instituation, 1930].
Nel 1937 praticamente tutti gli elementi noti furono trovati capaci di
trasmutazione su piccola scala. Furono prodotti anche piccoli quantitativi di
oro da una varietà di altri elementi, nonostante il costo della procedura di
gran lunga superiore agli utili dell’impresa [Ernest Rutherford. The
Transmutation of Heavy Elements. The Royal Instituation, 1937].
Nel 1959 il biologo Louis Kevran, durante i suoi studi strettamente
scientifici, osservò la naturale spontanea trasmutazione degli elementi
all’interno di organismi viventi [Louis Kervran. Biological
Transmutation. Broklyn, 1972]. Ciò confermò, in parte, le prime conclusioni
degli scienziati Baron von Herzeele [Von Herzeele ha pubblicato più di 500
esperimenti tra il 1876 e il 1883 sulla trasmutazione degli elementi
all’interno di sostanze organiche. Rudolf Hauschka
Hailmittellehre. Frankfurt 1965, chapter IX] e Rudolf Steiner [Rudolf Steiner. Agriculture, London 1974, da lezioni tenute nel 1924].
Seppur rimane ancora un mistero la causa e il processo di trasmutazione
biologica per gli scienziati, ora abbiamo numerosi esempi di trasmutazione
naturale che avvengono all’interno dei regni vegetale, animale ed umano.
La storia
dell’alchimia, come presentata dagli studiosi moderni è di solito divisa in due
distinte forme: alchimia fisica ed alchimia spirituale.
Manly P. Hall, il grande storico metafisico, li ha classificati in questo
modo. Per lui, così come per altri scrittori moderni in materia, la metodologia
dell’alchimia fisica era cieca alle istruzioni dell’alchimia spirituale. E
mentre questo può essere vero, vero è il contrario, che i segreti dell’alchimia
fisica sono celati nei processi di trasformazione dell’anima. Gli autori
antichi velarono verità spirituali, attraverso l’uso di verità e terminologie
chimiche e l’utilizzo di riferimenti teologici, in modo che senza la chiave del
maestro Ermetico, della corrispondenza, è difficile capire come o,
addirittura, da dove iniziare.
Con la chiave dell’analogia vediamo che non solo i processi
fisici di natura diventano uno specchio per lo sviluppo dell’anima, ma anche le
fasi e i segreti all’iniziazione dell’anima, passo dopo passo, nel mondo
spirituale, sono uno specchio in senso inverso per i processi naturali di
trasformazione e rigenerazione in tutti gli aspetti della Natura, sottile e
densa.
Ci sono segreti su entrambe i fronti.
Tuttavia, il vero significato che questi alchimisti conobbero, il luogo
dove viene creata la Pietra Filosofale e l’Elisir, si trova tra questi due
approcci molto validi. Quindi ci sono tre aspetti, anche se legati
indissolubilmente, che si avvicinano all’oggetto: esterno, interno e segreto. I
segreti dell’alchimia si nascondono dietro un triplo velo.
Questo lavoro presenta i principi dell’alchimia dal punto di vista degli
antichi Misteri, una tradizione esoterica che considera la scienza
naturale e il mistero religioso come un unico e stesso argomento.
Secondo i veri Adepti di questa tradizione, la teoria dell’alchimia si
fonda sulla verità della sostanziale unità dell’universo naturale; che tutte le
cose, animate ed inanimate, sottili e dense, hanno una comune origine, base ed
essenza.
Gli alchimisti la chiamarono materia prima o prima sostanza.
Gli antichi Greci la definirono eterea o etere.
Gli alchimisti erano convinti che se un corpo può essere ridotto alla
sua condizione originale, la sua materia pirma, essa allora poteva
essere utilizzata per produrre qualsiasi elemento conosciuto o sostanza.
Se applichiamo la legge ermetica della corrispondenza, "come in alto,
così in basso", ben presto ci accorgeremo che questa verità può essere
applicata anche per l’universo non-fisico. Quando viene applicata per
l’evoluzione della coscienza, per esempio, vediamo che questa legge di sintesi
riguarda l’unica essenza universale della mente.
A questo livello, il processo alchemico attua la trasformazione della
coscienza, ripristinando la sua condizione originale, "la mente allo stato
naturale", come la definì Naropa, il grande yogi buddista. L’alchimista
può quindi manifestarsi attorno a questa essenza mentale come un "corpo
incorruttibile", un radiante "corpo arcobaleno" di fuoco e luce.
La Mente primordiale (Alayavijnana) è per l’individuo ciò che la
materia prima o la materia originale è per il mondo fisico. In altre parole vi
è un’analogia di funzioni tra le due. È la tesi di questo lavoro, quella per
cui, i principi fondamentali e le formule di alchimia, una volta conosciute,
possono essere applicate a tutti i livelli dell’universo fisico e metafisico.
L’esempio sopra menzionato è solo una delle tante possibilità d’applicazione
pratica dei principi dell’alchimia.
Solo avvicinandoci al nostro soggetto con approccio sintetico, in altre
parole olisticamente, possiamo acquisire una vera comprensione dei principi
coinvolti. La Grande Opera dell’evoluzione è una e secondo la Tradizione
Ermetica, l’obiettivo dell’alchimia risiede nel progresso della Grande Opera.
L’unità quale verità fondamentale, a volte chiamata la Legge di Sintesi,
afferma che non c’è linea di confine, né precisa distinzione tra spirito e
materia. La materia è una forma densa di spirito e lo spirito è uno stato
sottile di materia [«Lo Spirito è materia al settimo (più elevato) livello…»
dice H.P. Blavatsky, «e la materia è spirito nel punto più basso della sua
attività ciclica…» The Secret Doctrine. Adyar edition, vol. 2, p.
357].
Paracelso, il grande medico alchimista del sedicesimo secolo, sosteneva che
a rendere possibile la trasmutazione è proprio l’unità essenziale dei mondi,
spirituale e materiale. Albert Einstein espresse questa verità in termini di
fisica e in relazione al piano fisico. «Non c’è distinzione essenziale»,
affermò, «tra massa [materia] ed energia» [Albert Einstein and Leopold
Infeld. The Evolution of Physics. N.Y. 1951, p. 208].
Con la teoria della relatività vennero fuori nuove definizioni di materia
ed energia. La materia viene oggi definita come energia, la cui attività
vibratoria è più lenta rispetto alla velocità della luce, mentre l’energia è
definita come la materia la cui attività vibratoria è uguale alla velocità
della luce. L’unica differenza, quindi, tra materia ed energia è la velocità
relativa delle loro particelle.
Tutto è energia, dice l’antica saggezza, un Fuoco che tutto pervade, dal
denso e lento movimento dell’energia della materia, all’intensa attività
vibratoria del mondo sottile di coscienza e spirito. La Materia, dicono i
Saggi, contiene il principio di coscienza, e la coscienza è costituita da
particelle di energia molto sottile. Così, la divisione del mondo in animato e
inanimato, mente e forma, spirituale e fisico, è un’illusione, come per energia
e materia: non vi è alcuna fondamentale distinzione tra le due.
Secondo la Tradizione Esoterica, tessuta come un filo di luce attraverso
quasi tutte le culture, religioni ed epoche, la Grande - o l’Unica - Opera è
suddivisa in tre grandi Misteri, uno per ciascuno dei tre principi: Vita,
Coscienza e Forma.
I segreti dei primi due, quelli relativi alla vita e alla coscienza,
possono essere compresi solo attraverso la realizzazione diretta di una mente
illuminata.
Il primo è il mistero dell’Essere-Sintesi-Infinito. Il secondo mistero
riguarda l’evoluzione della coscienza e identità, attraverso i molteplici
livelli di comprensione, relazione, polarità e l’essenziale non dualità degli
opposti. Il terzo mistero, interesse principale di questo lavoro, appartiene
alla natura essenziale dell’energia psichica, come l’attività intelligente
della natura stessa e la sua applicazione responsabile creativa, come parte
integrante della naturale evoluzione della coscienza e dello spirito. È il
mistero della stessa Grande Madre che ha sempre velato il suo viso agli occhi
dell’uomo. È il segreto della luce, la sacralizzazione della materia e la
manifestazione, come un puro riflesso nella materia sottile, della divinità
dello spirito.
Esiste un’antica profezia che fa riferimento al tempo presente. Essa
afferma che il tempio segreto, le cui porte sono rimaste chiuse, ad eccezion
fatta per pochissimi, aprirà le sue porte a tutti coloro che vorranno entrare.
Questa profezia, che è stata portata alla luce dal Maestro D. K., riguarda
quello che l’autore chiamava la Restaurazione dei Misteri. È nello
spirito di questa profezia che scrivo ciò che sarebbe dovuto essere, ma qualche
centinaio d’anni fa, fu considerato un abuso di fiducia e una trasgressione dei
santi voti al silenzio. L’alchimia, anche se apparentemente morta e sepolta per
più di trecento anni, può essere considerata agli inizi della sua rinascita e
della sua trasformazione nel gioiello più raggiante delle scienze.
Le possibilità e i vantaggi dell’alchimia per il futuro, sono infinite e
veramente meravigliose. Potrebbe essere prodotta dell’elettricità a costi
davvero ridotti, attraverso un processo che gli alchimisti chiamano
"fissare il volatile" o una condensazione delle energie eteriche sul
piano fisico denso. La trasmutazione-rigenerazione delle cellule malate ed
invecchiate del corpo, diventa una reale possibilità. Il bisogno materiale
dell’umanità potrebbe essere soddisfatto attraverso la trasmutazione degli
sprechi, in una varietà di sostanze utili. Il materiale da costruzione di ogni
genere potrebbe essere prodotto senza distruggere le foreste, una fonte
primaria di ossigeno per i regni, umano ed animale. Gli scarti possono essere
trasformati in cibo altamente nutritivo a costi molto bassi. L’acqua pura
potrebbe essere generata in terre abbandonate e nei deserti del mondo,
trasformando la Terra in tal modo in un meraviglioso giardino paradisiaco.
Purtroppo l’alchimia può essere utilizzata anche per produrre armi di
distruzione di massa. Pertanto, il monito a tacerne le metodologie operative
rimane ancor oggi valido.
Nelle scritture buddiste è registrato che il grande alchimista Nagarjuna,
per la sua compassione, decise di trasmutare una montagna in oro. Prima che
potesse realizzare ciò, fu avvisato dai grandi Bodhisattva (tale è definito
colui la cui essenza è diventata intelligenza, e prossimo allo stato di
perfezione di un Buddha, n.d.r.), che a causa dell’avidità degli esseri umani,
la sua opera sarebbe stata più dannosa che benefica.
Questo lavoro non è un’affermazione d’autorità, ma piuttosto
un’interpretazione di simboli che possono avere, nei fatti, altri significati
altrettanto validi. Lo scopo non è tanto quello di convincere il lettore della
verità di queste idee, ma d’informare quanti già possiedono una certa
conoscenza esoterica. Il vero sapere alchemico è pericoloso ed incredibile, è
costituisce di per sé una sorta di velo, che cela l’ingresso nel Tempio a
coloro dalla mente chiusa dal pregiudizio.
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